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Con
il termine "biocombustibili" si indicano tutte le sostanze
idonee ad essere utilizzate nei processi di combustione
e ottenute da prodotti vegetali, quindi rinnovabili su base
annuale (es.: colture oleaginose) o poliennale (es.: colture
forestali). Possono essere liquidi solidi o gassosi. I biocombustibili
liquidi sono particolarmente interessanti e, allo stato
attuale della tecnica, sono sostanzialmente due: alcool
e oli. Il primo può essere eventualmente trasformato
in ETBE, un composto idoneo ad essere miscelato nella benzina
senza eccessivi problemi; i secondi si prestano ad essere
trasformati in esteri, ormai comunemente denominati "biodiesel",
e hanno caratteristiche molto simili al gasolio.

Le
principali ragioni sono: sicurezza nell'approvvigionamento,
stabilità dei loro prezzi, protezione dell'ambiente,
sostegno delle zone rurali.
Sicurezza
nell'approvvigionamento e stabilità dei prezzi.
L'Unione Europea (UE), e in modo particolare l'Italia, è
fortemente dipendente da terzi dal punto di vista energetico:
circa il 50% dell'energia proviene da paesi ad alta instabilità
sociale e politica (l'85% per l'Italia). Di fatto, nel "White
paper on an Energy Policy for the European Union" del 1996,
viene ribadito che "devono essere messi a punto, a breve
termine, strumenti per supplire alle interruzioni delle
forniture di combustibili ...la Commissione ricorda l'importanza
di tali misure". In aggiunta, i biocombustibili forniscono
maggiori garanzie di stabilità dei prezzi di produzione,
essendo meno sensibili ai fattori economici dettati dai
mercati internazionali che, nel passato, hanno indotto repentini
incrementi dei costi del petrolio.
Protezione
dell'ambiente. L'uso dei biodiesel, se comparato con
quello dei combustibili di origine fossile, permette la
riduzione delle emissioni gassose prodotte dai motori e
ritenute pericolose per la salute. Inoltre consente l'azzeramento
del bilancio dell'anidride carbonica. Infatti, la CO2
prodotta durante la combustione di una certa quantità
di biodiesel è riutilizzata dalla fotosintesi dalle
colture destinate alla sostituzione della medesima quantità.
In questo modo, il contenuto di anidride carbonica presente
in atmosfera non cambia e vengono limitati tutti gli effetti
oggi provocati dai cosiddetti "gas serra" (aumento della
temperatura media del globo).
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