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Effetti sulla salute. E' ormai provato come talune componenti del particolato prodotto dai motori siano dei potenziali cancerogeni. Questo aspetto è stato messo in evidenza a partire dal 1988 dal National Institute for Occupational Safety and Health (Istituto per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro - NIOSH) degli USA. Il biodiesel riduce significativamente quasi tutti i livelli di emissione regolamentati e, in particolare, la frazione di carboniosa che influisce sulla fumosità dei motori. In aggiunta, i relativi incombusti (HC) hanno un minore impatto sulla salute rispetto a quelli del gasolio. Questo aspetto è messo in evidenza dalla forte riduzione degli indici di mutagenicità: 50% per il particolato e quasi totalmente per i composti gassosi. Ciò ha indotto l'US Bureau of Mines (Ente statunitense per le Miniere) a indicare il biodiesel come combustibile ideale per motori operanti in ambienti di lavoro chiusi. Ciò grazie anche al suo elevato punto di infiammabilità (oltre 170 °C, contro i 50 °C del gasolio di origine minerale) che rende questo combustibile biodegradabile sicuro anche nella relativa movimentazione sia all'esterno che all'interno dei luoghi dove viene impiegato. Inoltre, test condotti secondo il protocollo USA EPA/600/4-90/027 su organismi vegetali e animali hanno evidenziato come il biodiesel sia atossico.

Biodegradabilità. Il biodiesel è prontamente biodegradabile nelle acque superficiali (secondo la definizione EPA) e questa caratteristica lo rende desiderabile per vari utilizzi, quali: impiego in aree protette per nautica e trasporti su terra e ovunque sussista il pericolo di perdite di combustibile. Ricerche svolte dall'Università di Idaho (USA), evidenziano un comportamento molto simile a quello del destrosio: in soluzione acquosa (protocollo EPA 560/6-82-003) dopo due giorni gli acidi grassi non sono più rivelabili, mentre dopo 28 giorni risulta trasformata in CO2 una quantità variabile tra l'85 e l'89% del prodotto iniziale (contro il 18% del gasolio). Peraltro, il biodiesel in miscela aumenta le caratteristiche di biodegradabilità in misura più che proporzionale alla sua concentrazione nel gasolio.

Lubricità. Il biodiesel e le miscele gasolio - biodiesel possiedono buone proprietà lubrificanti. Il loro utilizzo, quindi, riduce l'usura del motore e dei sistemi di iniezione. Specifici test (HFRR), mettono infatti in evidenza come il gasolio a basso contenuto di zolfo con l'aggiunta di specifici additivi e il medesimo gasolio con l’aggiunta del 20% in volume di biodiesel siano caratterizzati da proprietà lubrificanti molto simili. Conclusioni analoghe sono valide anche per i combustibili per jet, ove aggiunte del 1-2% di biodiesel già riducono sensibilmente l'usura degli ugelli. Il biodiesel, quindi si presenta anche come un interessante additivo a basso impatto ambientale per gasoli e cheroseni.

Risultati del test HFRR (High Frequency Reciprocating Ring) svolto a 60° C

Opportunità per l'economia rurale. In Germania si sono voluti stimare, con uno studio specifico svolto nel 1997, i potenziali effetti socio - economici della produzione di biodiesel (Ifo Institute, Monaco). Ipotizzando di investire a colza 300.000 ha, si produrrebbero, con una resa media di 3 t/ha, 900.000 t/anno di semi oleosi, trasformabili in 350.000 t di olio e 531.000 t di panello proteico. Conseguentemente, sono producibili 336.300 t di biodiesel (oltre a 40.356 t di glicerina), che sostituirebbero una quantità praticamente equivalente di gasolio. In questa ipotesi, verrebbero creati quasi 5.000 posti di lavoro (1 ogni 70t/anno di produzione). I minori introiti per il fisco derivati dalla necessaria defiscalizzazione del combustibile (che altrimenti non risulterebbe competitivo con il gasolio) risulterebbero compensati per circa il 70% dalla tassazione dell'aumento del fatturato globale indotto dalla produzione del biodiesel. La rimanente parte (circa 72 miliardi di L.) potrebbe essere considerata a carico dei vantaggi ambientali acquisiti (corrispondenti a circa 182 L. per litro di biodiesel).

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